Sull’Almanacco Panini è indicata come “Competizione UEFA Speranze Under 21”, risultato di una traduzione ridondante e dal vago sapore malinconico coniata forse per conciliare la romantica dizione francese “football espoirs” e quella più pragmatica inglese che fa riferimento in modo diretto al limite dell’età di accesso.
La prima edizione contemplata è quella del biennio 1976-1978, ma, a dire il vero, una competizione giovanile riservata ai ventenni o poco più era stata lanciata già nel 1967. Questa attenzione verso gli “Under” la confederazione europea l’aveva in realtà ereditata dalla FIFA… Insomma, per ricostruire anche sommariamente la storia di ciò che è stato prima degli Europei Under 21 è giusto partire da lontano, abbastanza lontano.

I primi importanti tornei di calcio riservati a Nazionali giovanili li troviamo all’interno dei Giochi Mondiali Universitari organizzati dalla Confederation Internationale des Etudiants (CIE) tra il 1924 e il 1940. La competizione vide per quattro volte, tra l’edizione di Roma del 1927 e l’edizione di Torino del 1933, la vittoria dell’Italia. Il periodo dei grandi successi internazionali della Nazionale fu, dunque, preannunciato e per un po’ accompagnato da vittorie ottenute dalla Nazionale goliardica, come veniva indicata dal regime fascista la rappresentativa degli studenti. Tra coloro che vinsero questi giochi segnaliamo i bronzi olimpici di Amsterdam Pitto e Fulvio Bernardini, i campioni del mondo del 1934 Allemandi, Varglien I, Pizziolo e Felice Borel, gli olimpionici Foni e Venturini, nonché Attila Sallustro, l’oriundo che a Napoli lasciò larga eco di sé.[1]

Veri e propri campionati per rappresentative nazionali con limitazioni sull’età iniziarono solo nel 1948 quando la FIFA diede vita al FIFA Junior Tournament, un torneo riservato alle Under 18 che si svolse annualmente fino al 1954, anno in cui la nascita della UEFA consigliò al massimo organismo mondiale del pallone di distribuire alle singole confederazioni l’onere di organizzare una manifestazione per le nazionali giovanili. Nacquero così lo UEFA Junior Tournament, che nel 1980 avrebbe dato origine all’Europeo Under 19, e i Campionati Sudamericani Giovanili.
Poi nel 1967 la confederazione europea decise di mettere in palio una coppa per rappresentative nazionali Under 23 con il meccanismo del challenge, tipico ad esempio della fu Palla Dapples o dei Mondiali di boxe. Diciassette iscritte e un’estrazione determinarono il primo scontro di questa Challenge Cup Under 23.[2] Bulgaria-Germania Est venne disputata a Stara Zagora il 7 giugno 1967, i padroni di casa vinsero 3-2 grazie a un gol del centrocampista beniamino di casa Yancho Dimitrov e a due reti di Vasil Mitkov. Il format non piacque molto e anche le compagini coinvolte non erano tutte di primo piano. Così dopo altre tre sfide vinte dai bulgari e quattro vinte dalla Jugoslavia -l’ultima delle quali nel marzo 1970 fu un 1-5 ad Atene contro i pari età greci-, la UEFA organizzò un campionato europeo di categoria con cadenza biennale con tanto di gironi e fase finale a eliminazione diretta.

Si contarono tre edizioni, tutte appannaggio delle squadre dell’Est, come del resto avevano fatto presagire i tre anni di Challenge Cup. L’edizione del biennio 1970-1972 andò alla Cecoslovacchia, vittoriosa 3-1 sull’URSS a Ostrava dopo aver pareggiato 2-2 a Mosca. Zdeněk Nehoda, Ján Švehlík e Dušan Herda si laurearono così campioni europei Under 23, quattro anni prima di riottenere quel titolo con la Nazionale maggiore (per gli amanti del ceco, in rete si trovano anche immagini del match di ritorno).
Il 28 maggio 1974, a conclusione del secondo biennio di incontri, fu l’Ungheria a risultare vincitrice. Nella finale d’andata i magiari furono sconfitti 3-2 a Dresda dalla Germania Est e poi rimontarono con gli interessi a Budapest, imponendosi 4-0. Quel giorno scesero in campo quattro dei giocatori che ai Mondiali del 1978 sarebbero stati avversari degli azzurri di Bearzot -il portiere Mészáros, István Kocsis, András Toth e László Nagy-, a segnalare il ponte tra rappresentative giovanili e Nazionale maggiore che questi Europei Under 23 stavano provando a creare.
Nel 1976 il trofeo andò, invece, all’Unione Sovietica. Come nelle due precedenti edizioni anche la seconda finalista era rappresentante del calcio oltre cortina: l’Ungheria campione in carica, che fu superata di misura a Mosca, 2-1, dopo aver pareggiato 1-1 a Budapest. Per i sovietici andarono in gol Slobodjan all’andata, Vladimir Fedorov e Gusaev al ritorno. Fedorov e un altro dei componenti la squadra vincente, Mikhail An, sarebbero morti tre anni dopo nella tragedia aerea che avrebbe coinvolto l’intera loro squadra, il Pakhtakor Tashkent.

A partire dal biennio successivo la UEFA optò per diminuire a 21 anni il limite in entrata, ovvero al momento dell’inizio della competizione. La scelta venne dettata dalla volontà di ridurre la differenza di età con l’unico altro campionato europeo di categoria, riservato agli Under 18: il salto di cinque anni tra una rappresentativa e un’altra era in effetti troppo elevato.
Del resto il fatto che il torneo, sulla falsa riga di quanto avveniva alle Olimpiadi, fosse stato sempre appannaggio dei paesi in cui vigeva il dilettantismo di Stato suggeriva che in Italia, Inghilterra,
Spagna o Francia la selezione avveniva in una fascia di età inferiore. Confermare le due stagioni di durata per la competizione avrebbe poi permesso di valutare l’evoluzione dei singoli giocatori tra i 21 e i 23 anni.

A molte edizioni di distanza possiamo dire che la scelta della UEFA fu giusta. Non a caso gli appassionati italiani seguono con molto più interesse l’Under 21 rispetto alla rappresentativa che estemporaneamente partecipa ai Mondiali Under 20. E non è solo un fatto affettivo legato a Vicini o alle vittorie di Cesare Maldini. L’Under 21 rappresenta spesso per i giovani la vetrina giusta per approdare alla Nazionale maggiore o per ottenere più spazio nei propri club di appartenenza. 

federico

In foto: Nehoda, Mészáros e An
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[1] I campionati italiani universitari disputati dai GUF, Gruppi Universitari Fascisti, nascono nel 1935. Le Nazionali che tra il 1927 e il 1933 vincono i Giochi Mondiali Universitari non sono, quindi, direttamente correlabili alle rappresentative che partecipano a tali campionati
[2] Ove non diversamente specificato,
da qui in poi tutte le rappresentative nazionali indicate sono Under 23

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