A dispetto di quanto si possa credere, le volte in cui la Nazionale italiana ha avuto la certezza di andare ai Mondiali in anticipo, prima cioè di disputare l’ultimo incontro previsto, non sono state poche. Anzi, se consideriamo le nove edizioni della Coppa Rimet e le prime sette della Coppa del Mondo, quelle disputate tra il 1974 e il 1998, scopriamo che nel 1930 l’Italia non si è iscritta, che in quattro casi è stata esentata dalle qualificazioni (1938, 1950, 1986 quale detentrice; 1990 quale paese organizzatore) e che, per il resto, solo in un’occasione ha potuto festeggiare la certezza dell’ammissione alla fase finale prima di giocare gli ultimi 90 minuti. Il pass per Spagna ’82 arrivò, infatti, pareggiando 1-1 a Torino con la Grecia il 14 novembre 1981 e non il 5 dicembre successivo grazie al risicato 1-0 al Lussemburgo.

Certo, le statistiche vanno sapute interpretare e dal computo andrebbero esclusi: il 4-0 rifilato alla Grecia a Torino il 25 marzo 1934, che sancì ufficialmente l’accesso degli azzurri ai Mondiali… di casa (la fase finale della Rimet del 1934 era stata, infatti, assegnata all’Italia quasi due anni prima); i tornei di qualificazione del 1954 e del 1962, che per la Nazionale italiana durarono in tutto 180 minuti, il tempo di battere all’andata e al ritorno, rispettivamente Egitto e Israele.
Anche la qualificazione alla Coppa del Mondo del 1974 fu poi piuttosto agevole, visto che al momento di giocare all’Olimpico Italia-Svizzera, ultima partita in programma per gli azzurri, gli elvetici non erano ancora matematicamente eliminati avendo una partita in più a disposizione. Il 2-0 fu siglato da Rivera e Riva, l’Italia forte di una difesa impenetrabile -zero gol subiti da Zoff in tutto il girone-, si candidava a seria pretendente al titolo, ma in Germania Ovest le cose andarono molto diversamente.
Dall’elenco, infine, si potrebbe togliere il 3-0 al Lussemburgo del 3 dicembre 1977. Il match in questione era l’ultimo del gruppo e gli azzurri vi arrivavano come secondi, con due punti in meno dell’Inghilterra ma stessa differenza reti, discriminante appena introdotto dalla FIFA in caso di parità nel girone. I gol realizzati da Bettega e Graziani nei primi dieci minuti resero, quindi, i restanti ottanta solo una tranquilla attesa del fischio finale.

Passiamo, allora, a ricordare le cinque occasioni in cui la Nazionale si è davvero giocata molto negli ultimi novanta minuti. La prima volta fu la più dolorosa. La disfatta patita a Belfast il 15 febbraio 1958 dal’Irlanda del Nord e soprattutto la finta amichevole che la precedette si sono già meritate un racconto a parte. Ad ogni modo è l’unico, tra i casi rimasti da esaminare, in cui gli azzurri non ottennero la qualificazione e l’unico in cui se la giocarono in trasferta.
Cominciamo dal 7 dicembre 1965, quando al San Paolo l’italia ospitò la Scozia. Le due squadre ci arrivarono a pari punti, in testa al gruppo che conteneva anche Polonia e Finlandia, ma i gol di Pascutti nel primo tempo, di Facchetti e Mora nella ripresa permisero di evitare lo spareggio in campo neutro. Quasi quattro anni dopo, il 22 novembre 1969, nella stessa cornice e con la stessa situazione in classifica, si ripete lo stesso risultato: 3-0 per gli azzurri. L’avversario stavolta si chiamava Germania Est e i gol furono messi a segno da Mazzola, Domenghini e Riva, tutti nei primi 35 minuti (nella foto in cima, il tuffo con cui Rombo di Tuono sigla il 3-0).
San Paolo portafortuna anche il 15 novembre 1997. L’Italia di Cesare Maldini aveva iniziato bene sbancando Wembley grazie a un gol di Zola un anno prima, ma poi agli inglesi era bastato pareggiare nell’ultimo match a Roma perché gli azzurri non erano andati oltre lo 0-0 in Polonia e Georgia e vincere era fondamentale visto che le vittoria, per la prima volta nella storia dei gironi di qualificazione, valeva tre punti. Per ottenere il passaggio diretto a Francia ’98 fu, quindi, necessario passare per le forche caudine degli spareggi. Il sorteggio accoppiò Nazionale italiana e Russia. All’andata nel gelo di Mosca finì 1-1, con azzurri “costretti” a far esordire alla mezzora il diciottenne Gianluigi Buffon per l’infortunio del titolare Pagliuca. A Napoli le emozioni non si sprecano, i russi provano a pungere perché con lo 0-0 sarebbero fuori, ma è Casiraghi a segnare al 60′ al termine di una veloce azione di contropiede orchestrata da Albertini.

L’ultima serata da menzionare è quella di San Siro del 17 novembre 1993. L’Italia ospita il Portogallo, le due squadre sono a pari punti ma sui lusitani, oltre al fattore campo, gli azzurri hanno anche il vantaggio di aver fatto tre gol in più a parità di differenza reti, discriminante aggiuntivo introdotto dalla FIFA nel corso degli anni. Lo 0-0, quindi, basta, ma ad ogni modo grazie a un gol segnato da Dino Baggio negli ultimi minuti, in off side, l’Italia ottiene una vittoria comunque meritata e il biglietto per USA ’94.
A distanza di venti anni dallo spareggio contro la Russia, l’Italia torna a giocarsi l’accesso ai Mondiali negli ultimi 180′. Il miglior ranking FIFA permetterà agli azzurri di giocare in casa la decisiva partita di ritorno contro la Svezia. I precedenti qui sopra ricordati parlano chiaro, vediamo come andrà…

federico

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