Viaggio tra le squadre che hanno chiuso imbattute un campionato di massima serie. 4° puntata: Inghilterra e Scozia 

Il 26 ottobre 1863, al termine del primo incontro nella Free Mason’s Tavern, nessuno dei creatori della “Football Association” poteva immaginare che la storia della First Division (l’odierna Premier League) sarebbe cominciata con The Invincibles, gli Invicibili, e che per più di un secolo nessuna altra squadra sarebbe stata in grado di emularli.
Ventisei anni dopo quella riunione, diciotto anni dopo la disputa della prima F.A. Cup, in Inghilterra si dà il via al primo campionato ufficiale. Tra le dodici squadre iscritte figura il Preston North End, che riesce a chiudere le 22 partite in programma totalizzando 18 vittorie e 4 pareggi, con 74 gol all’attivo e 15 al passivo. Una squadra di invincibili. Soprannome azzeccatissimo, visto che i giocatori del Preston in quella stagione 1888/89 alzano anche la F.A. Cup, dopo aver infilato 5 vittorie e senza aver subito neanche un gol. La prima squadra imbattuta della storia del calcio viene quindi dal nord dell’Inghilterra, ma più che inglese è corretto definirla britannica: nella finale di F.A. Cup vinta 3-0 contro il Wolverhampton scendono in campo un gallese (il portiere Mills-Roberts), quattro inglesi (tra cui il capitano Dewhurst, autore del primo gol) e ben sei scozzesi (tra cui Ross e Thomson, autori degli altri due gol).

gun_vieira2004Si devono aspettare 115 anni per vedere un’altra squadra inglese chiudere imbattuta il campionato di massima divisione. È la stagione 2003/04 e nel nord di Londra l’Arsenal di Arsène Wenger rispolvera il mito degli Invincibili. Due stagioni prima i gunners hanno vinto il titolo senza perdere mai in trasferta (le sconfitte interne erano invece state tre). Per questo Wenger crede sin da subito alla possibilità di arrivare in fondo senza sconfitte e la squadra si dimostra una vera corazzata. Del resto in attacco può contare su campioni del calibro di Henry, Pirès, Bergkamp e Ljungberg, a centrocampo ha un giovane Vieira e il campione del mondo in carica Gilberto Silva e nel reparto difensivo ha come punti di forza Soul Campbell e un redivivo Lehmann. Si sa, però, che per queste imprese un po’ di fortuna almeno una volta ci vuole: alla sesta giornata, infatti, Van Nistelrooy manda sulla traversa in pieno recupero il rigore che darebbe la vittoria per 1-0 ai red devils a Manchester. Passata la paura, tutto fila liscio e con nove vittorie consecutive l’Arsenal blinda il primato. Alla fine il trionfo in Premier arriva dopo 26 vittorie e 12 pareggi, per un totale di 90 punti (ben 11 in più del Chelsea giunto secondo). L’Arsenal però non eguaglia in toto il primato del Preston, visto che perde la semifinale di F.A. Cup contro il Liverpool.
Solo nel match contro il Manchester United all’Old Trafford il 24 ottobre  2004 e dopo ben 49 partite utili consecutive, i gunners ritroveranno il sapore della sconfitta in Premier: finirà 2-0 per i padroni di casa e questa volta Van Nistelrooy non sbaglierà dagli undici metri.

Segnaliamo anche le altre squadre campioni d’Inghilterra che si sono fermate a un passo o due dall’imbattibilità: il Leeds United nel 1968/69 e il Liverpool nel 1987/88 hanno vinto il campionato con due sole battute d’arresto (rispettivamente, in 42 e 40 partite); l’Arsenal nel 1990/91 e il Chelsea nel 2004/05 hanno perso una volta sola in 38 partite.

Il campionato scozzese, invece, ha proposto due campioni imbattuti ma non invincibili nel XIX secolo, ovvero quando i match erano solo una ventina, e poi nulla più per tantissimo tempo. Il Celtic Glasgow nel 1897/98 vince la Scottish League totalizzando 15 vittorie e 3 pareggi nelle 18 partite in programma, ma si fa battere dagli eterni rivali dei Rangers in finale di Scottish Cup. In puro stile Old Firm le due superpotenze scozzesi si scambiano lo sgarbo la stagione successiva: 18 vittorie su 18 partite per i Rangers Glasgow in campionato, vittoria ai Celtic in coppa.

Celtic 1916/17

Celtic 1916/17

Nei successivi 116 anni una decina di volte la squadra campione ha subito una sola battuta d’arresto in stagione. La sconfitta rimediata dal Celtic in casa per opera del Kilmarnock il 21 aprile 1917 è particolarmente importante: impedisce ai Celts di chiudere imbattuti il campionato 1916/17 (27 vittorie, 10 pareggi, 1 sconfitta, 79 gol fatti, 17 subiti lo score finale) e pone fine a quella che ancor oggi è la più lunga striscia di partite utili consecutive in un campionato britannico: 62, una serie iniziata il 13 novembre 1915, durata 17 mesi e corredata da 49 vittorie e 13 pareggi.
Gli altri quasi percorsi netti dei Celtic sono quattro (1967/68, 2000/01, 2013/14 e 1995/96 – valso però solo il secondo posto). I Rangers si fermano invece a due (1920/21 e 1928/29), ma di questo ristretto club fanno anche parte l’Hibernian 1902/03 e l’Heart of Midlothian 1957/58. Quest’ultimo autore di un campionato addirittura eccezionale: 29 vittorie, 4 pareggi, 1 sconfitta, 132 gol fatti e 29 subiti!
Poi nella stagione 2016/17 il Celtic di Brendan Rodgers distrugge qualsiasi record precedente, neanche a farlo apposta nell’anno in cui i Rangers tornano in Premiership dopo il fallimento del 2012. Lo score dice 34 vittorie, 4 pareggi in campionato, 4 vittorie in Scottish League  Cup e 5 in Scottish FA Cup, con conseguente domestic treble. Purtroppo la scarsa competitività a livello globale della squadra scozzese è testimoniata dal contemporaneo percorso in Champions League: tre pareggi e tre sconfitte, tra cui un 7-0 al Camp Nou.

Prima di salutarci un veloce e doveroso cenno allo Shamrock Rovers, che ha vinto due volte negli anni venti il campionato irlandese senza perdere nessuna delle 18 partite in programma, e uno ancor più veloce a Linfield, Glentoran e Belfast Celtic, che a più riprese si sono laureati campioni in Irlanda del Nord da imbattuti.

victor e federico

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