Pian piano diventerà Serie A. 24° puntata

Tra un gruppo di pisani ed un gruppo di livornesi, fra i quali vi era un certo Trovieri, è scoppiato un alterco violento. Il Trovieri, trasportato dall’ira, ha gridato verso il pubblico: «Voi pisani siete degli incivili». Allora molti gli si sono scagliati contro, mentre una bastonata lo colpiva alla testa. Il Trovieri, trovatosi a mal partito, ha estratto la rivoltella, ma è stato stretto da braccia poderose che gli hanno impedito di servirsi dell’arma.

Messa così, la storia del Trovieri, livornese in trasferta a Pisa, fa un po’ sorridere. L’accostamento tra l’inciviltà contestata ai padroni di casa e la successiva estrazione di un’arma da fuoco è troppo stridente per non essere voluta dall’autore dell’articolo de La Stampa da cui questo pezzo è tratto. Il fatto che poi i tafferugli contestualmente scoppiati non abbiano provocato vittime o contusi gravi, ci permette di guardare il tutto con un certo distacco: dall’Heysel a Vincenzo Spagnolo, da Raciti al pomeriggio di morte al Vestuti di Salerno, chi segue il calcio ha archiviati nella propria memoria nomi e luoghi che determinano una sorta di scala rispetto alla quale valutare la gravità di un episodio accaduto a margine di una partita.

Certo, scoprire a brutto muso che gli incidenti che fanno da cornice alla reazione del Trovieri sono datati 18 gennaio 1914 dovrebbe, se non altro, contribuire a levare quell’idea retorica che al tempo dei pionieri vi fosse una sorta di football puro, privo di tutte quelle storture che riconosciamo nel gioco odierno.
Del resto, secondo Pierluigi Spagnolo, autore del libro I ribelli degli stadi, i primi disordini documentati e riscontrabili nel calcio italiano si sono verificati durante un altro derby, quello tra Genoa e Andrea Doria nel 1902, molto presto se consideriamo che il primo campionato è datato 1898. I riferimenti bibliografici mancano e anche la Fondazione Genoa 1893, da noi interpellata, ha mostrato dubbi riguardo la correttezza del dato, ma questo sposta poco ai fini del discorso generale: gli stessi archivisti della Fondazione rossoblù ci hanno, infatti, fatto sapere che domenica 9 marzo 1903 il match Andrea Doria II-Sampierdarenese I, valido come finale per il terzo e quarto posto della Coppa Mediolanum, venne interrotto dall’arbitro, il genoano Enrico Pasteur, perché probabilmente un gesto indecente rivolto da un giocatore della Sampierdarenese al pubblico aveva scatenato una rissa.
Se poi cerchiamo tensioni in occasione di match di maggior rilievo, basta andare avanti di qualche anno e arrivare a uno Juventus-Genoa del marzo 1906, partita valida per il girone finale che assegna il titolo, sospesa dall’arbitro Meazza per un incidente sorto tra un giocatore genoano, Goetzlof, e uno spettatore.

Sarà per via dell’aumento del numero degli spettatori che seguono il calcio, sarà per l’inasprirsi del contrasto sociale,  fatto sta che nella stagione calcistica 1913/14 sono numerosi i match che generano intemperanze da parte del pubblico, se non addirittura risse. In Toscana, prima ancora dei tafferugli in occasione di Pisa-Spes Livorno, si registrano l’interruzione in seguito a scambi di ingiurie, invasioni di campo e mega risse con pugni tra giocatori e pubblico di un’amichevole tra Itala e Prato, disputata a Firenze il 19 ottobre 1913, e del derby livornese tra Spes -ancora lei- e la Virtus Juventusque, giocato l’11 gennaio 1914.
Non sarà esente da incidenti neanche il match tra Inter e Casale che il 21 giugno 1914 assegnerà matematicamente ai nerostellati la vittoria nel Torneo Settentrionale di Prima Categoria: La Stampa parlerà di «ambiente saturo di elettricità» e di pubblico che «invade il campo» a partita in corso.

Torniamo, però, al nostro Trovieri e raccontiamo con un po’ più di particolari la storia da cui siamo partiti, anche perché essa con ogni probabilità segna il momento in cui per la prima volta in Italia una rivoltella spara a margine di un incontro di calcio.
Il derby tra pisani e livornesi è valido per la seconda giornata di ritorno del girone toscano dell’Italia Centrale, il che, a seguito dell’allargamento dei quadri, comunque significa Prima Categoria. La Spes ha vinto 2-1 in trasferta e i tifosi al seguito stanno festeggiando. Questo dà noia a una parte del pubblico che reagisce. Si genera una rissa e poi una sassaiola che i due soli carabinieri presenti non riescono certo a sedare. La sceneggiata del Trovieri si inserisce a questo punto del racconto giornalistico, ma il tutto non si esaurisce lì: una carrozza preleva l’esagitato tifoso livornese, ma qualcuno esplode sei colpi di rivoltella contro la vettura. La tragedia è solo sfiorata, arrivano altri carabinieri e la situazione pian piano torna alla normalità. Questo consente al corrispondente da Pisa di piazzare a conclusione dell’articolo un’altra pennellata ironica a cuor leggero. Protagonista ovviamente il Trovieri che, portato all’ospedale di Pisa per la botta in testa ricevuta, rifiuta di farsi curare perché preferisce i medici della sua città.

federico

Foto presa da www.associazionecentopisa.it

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