Pian piano diventerà Serie A. 20° puntata

E poi all’improvviso fai due conti e capisci che il ciclo dell’imbattibile Pro Vercelli è davvero finito. Domenica 14 febbraio 1914, il Genoa riesce finalmente nell’impresa cercata affannosamente negli ultimi anni: a suggellare “il primo frutto di un lavoro giudizioso e amorevolmente coronato dal trainer Mister Garbutt” è un gol di Grant nel corso della ripresa. L'”europeo” Genoa ha battuto l'”italiana” Pro Vercelli e l’ha scavalcata in classifica. Ancor più su c’è il Casale e le bianche casacche, complice qualche pareggio di troppo, si ritrovano terzi, quindi, fuori ché al turno successivo la sezione ligure-piemontese promuove solo le prime due classificate.

Si chiudono così sei anni di dominio, macchiati solo dallo spareggio “burletta” del 1910. Al momento della sconfitta contro il Genoa, la Pro Vercelli può vantare sette partecipazioni al torneo di massima serie, sei titoli conquistati, cinque buoni per le statistiche e uno no, quattro -per così dire- veri.
Un dominio che si riflette nei numeri e che risulta ancor più netto se dividiamo in due il periodo considerato. Dal 1° marzo 1908, giorno dell’esordio nel ridotto Campionato Italiano di quell’anno, al 25 aprile 1910, giorno dello sciagurato 10-3 rimediato dall’Internazionale, la Pro Vercelli si ritaglia un ruolo da protagonista: approfitta dell’assenza di molte grandi e vince il titolo nel 1908; si ripete, stavolta battendo anche Genoa e Torino, nel Campionato Federale del 1909; arriva a pari merito con l’Internazionale nel torneo Federale e perde il già citato spareggio nel 1910, ma si porta a casa l’inutile titolo di campione italiano. A questo punto della loro storia, le bianche casacche hanno giocato 29 partite in Prima Categoria, riportando 19 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte.

Sarà forse la squalifica per il comportamento avuto nel finale del campionato 1909/10, sarà forse il fatto che quella squalifica la FIGC la revoca perché la neonata nazionale ha bisogno dei vercellesi, fatto sta che alla ripresa delle attività nel 1910 la Pro sembra non voler più correre rischi e da grande protagonista diventa assoluta dominatrice. La stagione 1910/11 si chiude senza macchia. Il girone ligure-lombardo-piemontese è vinto mettendo insieme 12 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta, ma a tavolino perché il maltempo tra dicembre e gennaio fa saltare tanti incontri e, a primo posto già acquisito e in prossimità delle due partite col Vicenza valide per il titolo, i vercellesi non ritengono necessario recarsi a Torino per recuperare il match con i granata. Se includiamo la doppia vittoria nella finale nazionale (3-0 in casa, 2-1 a Vicenza), sono 49 i gol fatti e solo 7 quelli subiti in 17 partite effettivamente giocate.

La stagione successiva arriva il trionfo più bello e più sofferto. Per stroncare la resistenza del Milan nel consueto girone ligure-lombardo-piemontese, la Pro Vercelli ottiene 32 punti dei 36 disponibili, solo uno in più dei rossoneri. Tutti successi, a parte i due pareggi negli scontri diretti col Milan e la sconfitta, arrivata alla 6° giornata in casa dell’Inter. Una sconfitta che costringe i bianchi a inseguire, anche se, a ben guardare, il vantaggio che il Milan vanta sulla Pro Vercelli per buona parte del torneo è dovuto alle partite rinviate, visto che i rossoneri lasciano per strada un punto al Piemonte alla 1° giornata e due a Genova, sponda rossoblù, alla 8°. Il 24 marzo 1912, nel primo dei due recuperi di sua competenza, la Pro Vercelli si porta virtualmente a casa il titolo di campione Federale vincendo 2-1 sul difficile campo del Casale, giovane formazione che dell’opposizione alle bianche casacche farà una sua bandiera. L’ufficialità arriva un mesetto dopo a fronte del 2-0 ottenuto in casa dell’Andrea Doria e della doppia passeggiata col Venezia nella finale nazionale (13 gol a 0 nel complessivo).

Il 1912/13 chiude in bellezza il trittico di successi, visto che i vercellesi stavolta rimangono l’imbattuti anche per la statistica. Causa allargamento dei quadri, la formula della Prima Categoria è diventata più complessa, ci sono due gironi e poi la finale nazionale, ma paradossalmente le partite veramente importanti sono diminuite. I bianchi ottengono nove vittorie e un pareggio nel girone piemontese, sette vittorie e 1 pareggio nelle partite effettivamente giocate per il girone finale dell’Italia Settentrionale e un rotondo 6-0 sulla Lazio nella finale nazionale.
Il computo totale dice che, tra il 4 dicembre 1910 e il 1° giugno 1913, la Pro Vercelli disputa 56 partite valide per il Campionato FIGC, ne vince 48, ne pareggia sette e ne perde sul campo solo una; segna 177 reti e ne subisce 22. Altri tempi, ma la curiosità di fare dei confronti con domini futuri c’è.

statistiche a

Dopo le statistiche di squadra, qualcheduna individuale. La formazione tipo che riportano, ad esempio, l’Enciclopedia illustrata del calcio italiano del 1939 e l’Almanacco Panini del 1998, in relazione ai tre campionati vinti consecutivamente, è sempre la seguente: portiere Innocenti; terzini Binaschi e Valle; mediana composta da Ara, Leone e Milano I; Milano II, Berardo, Ferraro, Carlo Rampini e Corna nella linea d’attacco. In realtà Felice Berardo nel 1910/11 gioca ancora nel Piemonte e viene tesserato dalla Pro Vercelli la stagione successiva. Al di là di questo refuso, pensare che in campo siano scesi quasi gli stessi undici per tre intere stagioni è pura utopia. Veterani come Visconti e Vincenzo Fresia (che ha anche il tempo di giocare un match in maglia granata) o giovani come Bossola I, Piacco o Zorzoli danno probabilmente il loro contributo, anche se non con continuità.
Nondimeno, sono cinque i vercellesi che risultano titolari in tutte le formazioni che tra il 1908 e il 1913 si portano a casa il titolo; e non è un caso che in questo insieme, oltre a Innocenti e Carlo Rampini, troviamo i tre mediani Ara, Leone e Giuseppe Milano, il vero fulcro del gioco dell’imbattibile Pro Vercelli.

federico

Puntata precedente: L’onore dell’Italia e quello della Pro Vercelli; Puntata successiva: La prima non retrocessione della Juventus

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