E alla fine il Big Bang ha detto stop. Alla quindicesima recita il Paris Saint-Germain ha ceduto i primi punti, colpa di una incornata dell’ex atalantino Cornelius che all’84’ ha battuto Areola e ha riportato in parità, 2-2, il match con il Bordeaux. Un risultato che difficilmente inciderà sul prosieguo del campionato. Ci sono ben pochi dubbi sul fatto che i parigini, da quest’anno allenati da Thomas Tuchel, porteranno a casa il secondo titolo consecutivo, il sesto in sette anni: 48 gol fatti e solo 9 subiti in quindici incontri, un vantaggio sulla seconda, in questo momento il Montpellier, di 14 punti e tutti gli avversari storici già battuti, vedi il Lilla sconfitto 2-1 al Parco dei Principi o l’Olympique Marsiglia battuto 0-2 a domicilo, se non addirittura umiliati, tipo l’Olympique Lione, che ne ha presi quattro da Mbappé e cinque in generale a inizi ottobre, o il Monaco, la cui crisi è stata ancor più sottolineata dallo 0-4 subito al Louis II.

Ma perché sprecare un articolo per ricordarci che in Francia si muore di noia guardando la Ligue 1 e che, in fondo, anche noi in Serie A non siamo messi tanto meglio? Il fatto è che i parigini in questo inizio di stagione sono riusciti ad andare oltre lo storico record di undici vittorie iniziali consecutive realizzato dal Tottenham Hotspur 1960/61 e, secondo una consuetudine cui ci siamo uniformati anche noi sin da quando nel 2013 la Roma di Garcia ci spinse a prendere una posizione, i record stabiliti nei massimi campionati di Italia, Inghilterra, Germania, Spagna e Francia hanno maggior valore dei corrispondenti primati portoghesi, scozzesi o olandesi e, ovviamente, ancor di più di quelli gallesi o svedesi. Quindi, le 17 vittorie iniziali del PSV Eindhoven 1987/88, le 18 del Malmö FF 1949/50, le 21 dei New Saints 2016/17 e, soprattutto, le 23 del Benfica di Eusebio nella stagione 1972/73 non costituirebbero serie confrontabili con quella dei parigini per una questione di competitività dei rispettivi campionati.

Beh, lo ammettiamo, cominciamo ad avere qualche perplessità sulla correttezza della consuetudine di cui parlavamo prima e, sia ben chiaro, le avremmo avute anche se fosse stata la Juventus ammazza-Serie A di Cristiano Ronaldo ad arrivare a tanto (per arrivare a 14 vittorie iniziali consecutive, del resto, le sarebbe bastato non farsi raggiungere dal Genoa allo Juventus Stadium…). La differenza tra Paris Saint-Germain e concorrenza interna in termini di possibilità economiche, investimenti già effettuati e organico costruito sembra, infatti, inferiore a quella che c’era tra il glorioso Benfica 1972/73 e gli storici avversari Porto e Sporting Lisbona. Tanto che Eusebio, nel ricordare quel periodo d’oro, considerava comunque fondamentale il contributo dato dal tecnico inglese Jimmy Hagan nel forgiare un gruppo imbattibile, almeno in patria. Già, perché il Benfica quell’anno non andò oltre gli ottavi di finale di Coppa dei Campioni, eliminato nettamente dal Derby County di Clough. E visto il non facile inizio nel girone di Champions League da parte del Paris Saint-Germain, è proprio lì, da marzo in poi, che attendiamo i parigini al varco. Come sottolineato dal giornalista Paolo Condò della Gazzetta, il dubbio è che l’assenza di una reale opposizione nel campionato di casa renda la squadra più pigra.

federico