LukakuPartiamo da un presupposto: che la Supercoppa UEFA 2013 sia andata al Bayern Monaco è cosa buona e giusta se non altro perché i bavaresi la scorsa stagione hanno vinto tutto, Champions League compresa, mentre il Chelsea ha vinto l’Europa League da ripescato, dopo esser stato estromesso dalla Champions nella fase a gironi. Seconda cosa: che l’incontro sia stata una nuova sfida tra i vincenti Mourinho e Guardiola, rivincita di questo o di quel match giocato da altre squadre o rivincita della finale Champions del 2012, non ce ne frega niente. Siamo invece contenti che sia stata una bella partita, emozionante fino all’ultimo e siamo persino felici che ci siano stati i rigori. Ultima considerazione preliminare: non si capisce perché i tanto osannati allenatori sopra citati abbiano lasciato il quinto e decisivo rigore a due ragazzi con ben poca esperienza internazionale, se confrontata con quella dei compagni, ovvero Shaqiri e Lukaku. E se siamo qui a parlare di vittoria del Bayern e non del Chelsea è anche perché il pur eccezionale Čech non ha saputo respingere il pessimo penalty di Shaqiri, mentre Neuer ha parato quello ugualmente brutto di Lukaku.

Fatte le dovute precisazioni, andiamo con la fredda cronaca. Il primo gol lo mette a segno Torres al minuto numero 8 su cross di Schürrle al termine di un bellissimo contropiede innescato da Hazard. Il Bayern di Guardiola si dedica al possesso palla, ma veramente in forma sembra solo Ribery, supportato sulla sinistra del fronte d’attacco da un sempre più incredibile Alaba. Ribery GuardiolaA inizio ripresa il francese ottiene il meritato pareggio con un tiro da fuori area che Čech vede partire in ritardo forse perché la sua visuale è coperta da Cahill. Il resto dei tempi regolamentari è un susseguirsi di azioni su entrambi i fronti, errori e momenti di pausa. Al Chelsea capita l’occasione più grossa su errore in disimpegno di Dante, ma Oscar ben imbeccato da Schürrle centra Neuer. Intanto Guardiola ha deciso che giocare in undici è meglio che giocare in dieci e ha fatto uscire il timoroso Rafinha, messo in campo Xavi Martinez e spostato Philipp Lahm da centrocampo alla fascia destra. Dal canto suo Ramires, autore fino a quel momento di una partita discreta, pensa che per i suoi sia meglio stare in dieci che in undici e così spiana a centrocampo il neoentrato Götze. Ramires ha ragione perché nel primo tempo supplementare il Chelsea dà il meglio e segna al 93′ con l’imprendibile Hazard. Nel secondo tempo supplementare la stanchezza si fa però sentire e il Bayern si produce in un assedio, ma il fortino ben difeso da un super Čech regge fino al centoventunesimo e spiccioli quando un cross dalla sinistra è sfiorato da Mandžukić e toccato da Dante che di piede in modo non ortodosso (e forse non volontario) serve il liberissimo Xavi Martinez. Il 2-2 è cosa fatta, si va ai tiri di rigore dove la fortuna premia i rossi bavaresi.

L’angolo della statistica dice che per il Bayern è la prima vittoria in questo trofeo che si disputa dal 1972, ma che si chiama Supercoppa dal 1974. Grazie a questa vittoria i bavaresi hanno conquistato l’unica tra le principali coppe che ancora mancava. L’ultima volta che avevano giocato la Supercoppa, era il 2001, quando furono sconfitti dal Liverpool. Ma quell’anno i reds nelle coppe erano davvero imbattibili: se ne portarono a casa addirittura cinque, F.A. Cup, Coppa di Lega, Charity Shield, Coppa UEFA e appunto Supercoppa. Per il Chelsea, invece, seconda sconfitta consecutiva dopo il terrificante 4-1 subito dall’Atletico Madrid nel 2012. Per i blues una sola vittoria, targa Poyet a Montecarlo contro il Real Madrid nel 1998.

federico