Anche se hai 24 punti di vantaggio sulla seconda, anche se i rivali di sempre sono ancor più giù, terzi a 33 punti di distacco, la gioia di vincere un altro Old Firm, il terzo dei tre che la stagione ha finora proposto, non sarebbe stata per questo minore. Siamo, però, convinti che è stata ben maggiore la felicità provata dai Rangers nell’uscire da Parkhead con un pareggio. Perché, dopo il gol di Armstrong, il Celtic avrebbe meritato il raddoppio e ci era andato molto vicino con lo stesso Armstrong e con la stellina Moussa Dembélé, perché l’1-1 è stato arpionato a pochi minuti dal termine e soprattutto perché il gol del difensore Clint Hill ha messo fine a una incredibile serie di successi dei Saints in Scottish Premier League, impedendo ai biancoverdi di insidiare quello che calcio romantico ritiene il record più significativo a riguardo, un record che già detengono.

Stando alla UEFA, in realtà, la maggior sequenza di vittorie consecutive conseguite da un club europeo nel proprio campionato di massima serie è 29. Fu il Benfica di Eusebio a stabilire tale primato, mettendo insieme le ultime sei giornate della Prima Divisione portoghese 1971/72 e le prime 23 giornate della stagione successiva, che ne contava, però, complessivamente 30. Per gente come noi, amante delle disquisizioni statistiche, soprattutto di quelle inutili, il punto è proprio questo: una nuova stagione azzera sempre quanto successo nella precedente e basta confrontare il Leicester City 2015/16 con quello 2016/17 per convincersi della bontà di questa affermazione. Ha, quindi, più senso confinare le sequenze record nel singolo anno calcistico, a meno che non coprano tutto l’anno. Chiariamo con un esempio. Il Milan di Capello è rimasto imbattuto in tutte le partite della Serie A 1991/92. È pertanto giusto, soprattutto dal punto di vista storico, unire a questa sequenza di 34 match le 23 partite della stagione successiva che precedettero il fatidico Milan-Parma 0-1; sa, invece, di poco aggiungervi anche l’ultima triste giornata del 1990/91, come le statistiche ufficiali fanno.
Applicando lo stesso principio al record di vittorie consecutive de O Glorioso Benfica, il limite di riferimento scende, quindi, da 29 a 23, ma al posto dei portoghesi subentra proprio il Celtic Glasgow annata 2003/04, che di partite consecutive ne portò a casa 25 e -tra parentesi- vinse anche cinque Old Firm su cinque.

Beh, si dà il caso che questo Celtic 2016/17, dopo aver vinto le prime quattro partite della Scottish Premier League 2016/17, ha impattato 2-2 sul campo dell’Inverness il 18 settembre e da quel momento in poi ha messo in fila 22 successi in campionato. Alcuni prestigiosi, come l’1-2 a Ibrox in rimonta sotto la pioggia (gol di Miller e Dembelé nel primo tempo; di Sinclair la rete decisiva nella ripresa) nel primo Old Firm di campionato giocato in casa dei nuovi Rangers; alcuni sofferti, come la vittoria 3-4 a Motherwell sancita da un gol di Rogers al 90′ dopo esser stati sotto 2-0 e 3-2; molti ottenuti in scioltezza, come il 6-1 al Kilmarnock che ha aperto la serie o lo 0-4 colto nella seconda visita a casa Inverness.
Ma poi a tre minuti dalla vittoria 23 e con la prospettiva di poter arrivare a 25, se non oltre, vista la superiorità sulle altre concorrenti, è arrivato il gol di Hill.

Per dei Saints che non ce l’hanno fatta, ci sono altri Saints che sono riusciti a stabilire un record, addirittura mondiale, che ha sempre a che fare con i successi consecutivi. Stavolta vanno considerate tutte le competizioni ufficiali e si dà pertanto rilievo al puro dato temporale, un fatto che, come vedremo, rende il tutto più che altro una curiosità statistica, visto che non distingue tra chi gioca coppe internazionali e chi non lo fa o, peggio, ne è stato fatto fuori.
Il primato in questione era fino al 30 dicembre 2016 di proprietà di una delle squadre che hanno fatto la storia del calcio, l’Ajax di Cruijff, Neeskens e via dicendo. Nell’anno calcistico 1971/72, tra il pareggio per 0-0 a Dresda nel ritorno dei sedicesimi di finale della Coppa Campioni e la sconfitta per 3-2 patita in casa del Go Ahead Eagles il 1° aprile, i lancieri avevano messo in fila 26 vittorie consecutive in partite ufficiali: 19 nella Eredivisie, 3 in Coppa d’Olanda e 4 in Coppa Campioni. Nel 1995 l’altro Ajax campione d’Europa si fermò a 25; nel 2011 il Coritiba, vittorioso nel Campionato Paranaense e sconfitto nella finale della Coppa del Brasile, ne totalizzò 24; nel 2014 poi toccò al Real Madrid di Ancelotti farci un pensierino e arrestarsi a quota 22, anche se nel frattempo si era laureato campione del mondo FIFA per club.

È toccato così ai gallesi del The New Saints of Oswestry Town & Llansantffraid Football Club battere questo record storico. La società gallese ha messo in fila 27 successi, uno in più del necessario, e la sua fortuna, statisticamente parlando, è stata l’eliminazione patita dall’APOEL Nicosia nel secondo turno preliminare di Champions League a metà luglio. Da lì in poi sono arrivati 21 successi nelle prime 21 giornate di Welsh Premier League, uno in Coppa del Galles, tre nella Welsh Challenge Cup e due nella Scottish Challenge Cup, una sorta di Coppa di Lega scozzese senza le squadre della massima serie aperta alle due migliori squadre del Galles e dell’Irlanda del Nord.
La partita che ha sancito il sorpasso all’Ajax è stato lo 0-2 in casa dei Cefn Druids, mentre il match che ha posto fine alla serie e anche alla possibilità di insediare i primati di Benfica e Celtic Glasgow è stato il 22° di campionato, il primo dell’anno solare 2017: i New Saints hanno pareggiato 3-3 a Newtown e sono usciti con l’amaro in bocca perché all’80’ erano ancora avanti di due.

Il 2017 ha portato a stretto giro di posta anche l’eliminazione dalla Scottish Challenge Cup ad opera del St. Mirren, mentre il sesto titolo consecutivo in campionato non è in dubbio. Arrivasse anche la Coppa del Galles, per i New Saints sarebbe il terzo domestic treble consecutivo, un dominio che ricorda quello del Paris Saint-Germain, imbattibile in Francia e più che zoppicante in Europa.
Questo dà il là a due considerazioni finali. La prima è che, al di là del blasone o del livello tecnico, in Europa in molti campionati nazionali siamo assistendo a una Rosenborghizzazione, neologismo testé coniato in onore del club norvegese tra il 1992 e il 2004 vinse 13 titoli consecutivi. A vincere sono in pratica quasi sempre gli stessi, il divario con gli altri club della stessa nazione sembra crescere sempre e questo porterà in futuro tante occasioni per ritoccare i record relativi alle vittorie consecutive o alle partite senza sconfitta.
La seconda è che, nonostante tutto, come ha sottolineato il tecnico dei New Saints Craig Harrison, vincere 27 partite di fila, a qualsiasi livello, è un enorme successo. Specie se l’orizzonte delle tue vittorie non riuscirai facilmente ad allargarlo e, quindi, alla lunga ti può difettare la motivazione, aggiungiamo noi.

federico

 

 

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