Il record assoluto è ancora del Celtic Glasgow, 25 match vinti di seguito nel campionato 2003/04. Se, però, come si usa fare in questi casi lasciamo da parte le prime divisioni di Scozia, Portogallo, Olanda, da sempre caratterizzate da un gap spesso incolmabile tra le solite due o tre squadre e il resto del gruppo, e ci rivolgiamo, invece, ai cinque campionati considerati di primo livello, allora scopriamo che solo Guardiola batte Guardiola. In Inghilterra, Germania e Spagna il record di vittorie consecutive in campionato in una stagione appartiene a una squadra guidata in panchina dal catalano e, si potrebbe aggiungere, che in Italia e Francia questo non accade perché l’ex centrocampista di Barcellona e Brescia lì non ha mai allenato. Certo il fatto di aver guidato squadroni che in estate, più che il mercato, fanno il fantacalcio ha agevolato, ma qualsiasi primato va poi conquistato e confermato sul campo.

Prima tappa da allenatore Barcellona, prima sequenza record di vittorie consecutive quella relativa alla Liga. La stagione è la 2010/11, che si concluderà col titolo nazionale e con una nuova vittoria in Champions League ottenuta in finale sul Manchester United. Tra la 7° e la 22° giornata i blaugrana inanellano 16 vittorie consecutive, una in più del Real Madrid 1960/61. Il successo più importante nel clásico, un rotondo 5-0 (segnano Xavi, Ramos nella sua porta, poi Villa due volte e Jeffren) che vale il sorpasso alle merengues in classifica e l’inizio della fuga; quello più netto uno 0-8 in casa dell’Almeria una settimana prima. Alla giornata 23 un gol di Villa a Gijon a dieci minuti dal termine evita la sconfitta, ma la serie comunque si interrompe.

Guardiola saluta il Camp Nou nel 2012 e, dopo una stagione di pausa arriva al Bayern Monaco. Una situazione difficile, visto che i bavaresi sono reduci dalla tripletta campionato, coppa e Champions e allora bisogna far vedere i muscoli. Il Meisterschale arriva addirittura con sette giornate d’anticipo, dopo una vittoria 1-3 in casa dell’Hertha. I bavaresi a quel punto del campionato hanno 77 punti, frutto di due pareggi e 25 vittorie, 19 delle quali consecutive. In pratica tutte le diciassette avversarie sono state battute almeno una volta e il rivale più ostico, il Borussia Dortmund, è stato brutalizzato 0-3 sul suo campo! Ma è marzo e Guardiola sente il peso di dover far dimenticare i successi della gestione Heynckes: continuare a vincere in campionato non è così importante, c’è la Champions League da difendere. Così, contro l’Hoffenheim il 29 marzo 2014 una squadra piena di seconde linee non va oltre il 3-3 e la serie di successi si blocca. Il sacrificio di quel match e dei successivi (il Bayern non riesce a concludere il campionato imbattuta, sarebbe stata la prima volta nella storia della Bundesliga) non serve, però, a molto: il Real Madrid fa fuori i biancorossi in semifinale e vola verso la décima.
Peccato, statisticamente parlando. Quei 19 successi rimangono, comunque, un record per i campionati di primo livello.

E arriviamo all’attualità. Il Chelesa di Conte nella Premier League 2016/17 aveva messo insieme 13 vittorie consecutive, eguagliando l’Arsenal 2001/02. Il Manchester City di Guardiola è arrivato a 18, arenandosi 0-0 l’ultimo giorno del 2017 sullo scoglio costituito dal Crystal Palace di Hodgson.
Come è giusto che sia, il fatto più recente richiede qualche parola spesa in più, ma invece di fare un panegirico dei blues, invece di lodare lo strepitoso gol di De Bruyne al Chelsea, invece di osservare quanta impressione abbia fatto il City nel 4-1 al Tottenham, vi raccontiamo quei momenti in cui la stella è girata dalla parte dei blues.
Innanzitutto, due momenti griffati Sterling. Il primo a Bournemouth, 3° giornata, prima vittoria della serie: i padroni di casa sfiorano in contropiede il 2-1 al quinto minuto di recupero, sul ribaltamento di fronte, a recupero ufficialmente scaduto, un tiro dell’ex Liverpool incoccia un difensore avversario e va dentro. Il secondo in casa contro il Southampton, dodicesima vittoria consecutiva. Risultato anche stavolta sull’1-1, a pochi secondi dal termine dei cinque minuti di recupero concessi Sterling dal limite dell’area fa partire un destro a giro fantastico che si insacca. Poi c’è il momento Lukaku-Ederson: il derby all’Old Trafford, quattordicesimo successo in a row, è deciso nella ripresa da un gol di Otamendi, che riprende un goffo rinvio di Lukaku, e da Ederson, che blocca sulla linea un doppio tentativo ravvicinato, prima di Lukaku e poi Mata. Infine, i momenti un po’ dubbi: contro l’Arsenal, giornata numero 11, all’Ittihad finisce 3-1 ma un rigore diciamo generoso e un gol in off side pesano sul risultato; contro l’ostico Burnley, giornata numero 9, il gol dell’1-0 è frutto di un altro tiro dal dischetto molto discutibile; infine, il gol che vale il pareggio ad Huddersfield -poi il City vincerà 1-2 e segnerà la vittoria consecutiva numero 11- arriva su un penalty ottenuto da Sterling con esperienza, ma che a situazione invertita difficilmente sarebbe stato accordato.
Difficilmente nella seconda parte del campionato la squadra di Guardiola si lascerà sfuggire il titolo. Il vantaggio sugli altri è tra l’alto cospicuo: +14 sul Chelsea, la più “vicina”. Vedendo, però, quanto accaduto a Monaco nel 2014, crediamo che difficilmente il tecnico catalano, una volta in cascina il titolo, continuerà a pigiare l’acceleratore in Premier: la Champions League è un palcoscenico troppo importante ed è lì che i blues non vorranno più fallire. E in caso di successo, magari il panegirico, anche da parte nostra, ci potrà scappare…

federico