British Tales: 14° puntata

By any standards this was a fantastic game
Huddersfield Daily Examiner, 22 dicembre 1957

Sotto 4-0 dopo 37 minuti, l’Arsenal di Wenger piano piano rimette in sesto il match e con Koscielny, che all’89’ si fa perdonare l’autogol del 2-0, e Theo Walcott, che nel recupero del primo tempo aveva dato il La alla rimonta e nel recupero del recupero della ripresa la conclude, arriva all’insperato 4-4. Ma siccome a Reading si sta giocando una partita eliminazione diretta, più precisamente uno degli ottavi di finale della Coppa di Lega 2012/13, bisogna andare avanti e i supplementari non deludono le attese. Chamakh porta avanti i gunners al 103′, il russo Pogrebnjak pareggia di testa quando mancano cinque minuti alla fine più recupero, Walcott, ancora lui, segna il 5-6 allo scoccare del 120′ riprendendo un disperato salvataggio sulla linea di un difensore avversario su diagonale di Arshavin. Il 5-7 finale è opera di Chamakh in contropiede. Una serata incredibile che comunque servirà poco all’Arsenal, eliminato al turno successivo dal Bradford.

Può sembrare incredibile, ma il calcio inglese è riuscito a offrire una rimonta ancor più pazza di quanto fatto in quell’occasione dai biancorossi. Bisogna scendere in Second Division, ma poco importa e poi la presenza di Bill Shankly sulla panchina dell’Huddersfield Town e del futuro campione del mondo Ray Wilson in campo, sempre sponda Huddersfield, nobilita tutto. È l’ultimo sabato di gioco prima di Natale, quando la squadra guidata da Shanks va a Londra a restituire la visita al Charlton Athletic. I due club si sono già visti alla prima giornata e anche lì non hanno scherzato quanto a emozioni: i londinesi appena retrocessi dalla First Division sono andati avanti 0-3 nel primo tempo, salvo subire la rimonta dei padroni di casa per il 3-3 finale.
Le cose iniziano male per il Charlton che perde per infortunio il capitano Ufton dopo 17 minuti e ha, quindi, l’amara prospettiva di dover giocare in inferiorità numerica tutto l’incontro o quasi. L’Huddersfield ne approfitta e segna con Les Massie e Bain prima dell’intervallo. Lo spostamento di Summers da interno sinistro ad attaccante centrale rivitalizza i padroni di casa che a inizio ripresa segnano l’1-2. La gioia sembra effimera perché in undici minuti gli ospiti si portano sull’1-5, ma il bello deve ancora arrivare. Ryan al 61′ traduce in rete un passaggio di Summers, che sessanta secondi dopo segna di nuovo calciando di destro, il suo piede ‘debole’. La tattica dell’interno adattatosi punta è chiara: stiamo sotto e, quindi, ogni volta che mi capita tiro. Come dargli torto visto che va in gol anche al 74′, al 78′ e all’83’ portando a cinque il suo bottino personale di reti, tutte di destro, e a 6-5 il risultato. L’Huddersfield Daily Examiner il giorno dopo osserva che almeno tre sono un regalo della difesa ospite, citando in particolare un tuffo a vuoto del portiere Kennon, recrimina un po’ su una occasione avuta da Bain sul 4-5 e non sul fatto che con un vantaggio così largo la squadra di Shankly poteva mettersi a difendere: avrebbe dovuto fare a meno dell’aggressività che l’aveva portata avanti di quattro reti.
La partita, però, non è finita e gli ospiti hanno comunque la forza di pareggiare con Howard all’88’. Poi all’ultimo minuto, rimessa Huddersfield nella propria metà campo, il terzino Conwell è sulla palla, ma scivola sul campo fangoso (già, non l’avevamo detto ma insomma a dicembre 1957 in Inghilterra cosa vi aspettavate?). Ryan del Charlton si invola verso la porta, tira non molto forte, Kennon tocca il pallone, ma non abbastanza da non farlo finire in rete. 7-6 e stavolta davvero basta.
Il plauso finale va, però, al già citato articolo che compare sull’Huddersfield Daily Examiner il giorno dopo e che con lucidità e preveggenza titola:

Football History Made In Town’s Fantastic Defeat At Charlton

federico