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le-god-2Al The Dell, in una partita valida per la prima edizione della Premier League, si affrontano Southampton e Nottingham Forest. Matthew Le Tissier, l’idolo dei saints, si prepara a calciare un rigore sul risultato di 1-2. Grande precisione e molto sangue freddo sono le qualità che lo hanno fin qua reso infallibile dagli undici metri. Di fronte a lui, Mark Crossley, portiere del Forest, intenzionato a ritagliare per sé un momento di gloria e a difendere il vantaggio della sua squadra, così importante in ottica salvezza.

Matt (e chi sennò?) ha segnato il primo gol per i suoi e ora è alla ricerca della doppietta. Freddamente colloca la palla sul dischetto, prende la mira e tra l’incredulità generale colpisce male. Crossley deve solo allargare le braccia per intercettare il tiro. Le God, questo il nomignolo dato a Le Tissier dai suoi tifosi, dimostra di essere di questo mondo.
A fine partita Le God si avvicina a Crossley, maledice la sorte e riconosce che un giorno o l’altro gli sarebbe capitato di sbagliare. Il Nottingham Forest vince la partita per 1-2, ma a fine stagione non riuscirà ad evitare la retrocessione.

Questa è il racconto di come quel genio del calcio di nome Matthew Le Tissier fallì il suo primo e ultimo penalty. 16 anni di carriera, tutti con la maglietta biancorossa del Southampton, e il suo impressionante ruolino di marcia recita 49 realizzazioni e solo uno sbaglio.[1] Southampton One-club man, così potrebbe intitolarsi la biografia di questa leggenda per la tifoseria dei saints. Ha preferito divertirsi e giocare contro le grandi restando nella sua squadra del cuore, ha deliziato i suoi tifosi e ha lasciato alla storia gol bellissimi. Un grande nell’ombra, rimasto volutamente al margine della fama.[2]

victor, traduzione di federico, per festeggiare il ritorno in Premier dei saints

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[1] Il computo totale parla di 443 partite in Premier e 162 gol tra il 1986 e il 2002.[2] Non facile anche il rapporto con la nazionale maggiore: 8 presenze, nessuna rete. Lo ricordiamo titolare dal primo minuto nella partita valida per le qualificazioni a Francia ’98 giocata contro l’Italia a Wembley nel 1996 e decisa da un altro grande numero 10, Gianfranco Zola. Le Tissier non fu poi convocato da Glenn Hoddle per la fase finale.