Trapattoneide – quinta puntata

«Come previsto, ha sbagliato panchina», titola il Corriere dello Sport. Giovanni Trapattoni distratto che va a sedersi sulla panca della Juventus al suo primo ritorno al Comunale di Torino da allenatore ospite era un siparietto largamente preventivabile e tanto desiderato dai cronisti[1]. Il Trap si difende, facendo notare con un sorriso che il tutto è accaduto al ritorno dopo l’intervallo, non a inizio partita, e che la colpa era di Platini e Cabrini che lo hanno confuso: lo stavano un po’ prendendo in giro, anche perché la Juventus stava giocando bene ed era in vantaggio, sia pure grazie a un’autorete di Riccardo Ferri, non nuovo a infortuni di questo tipo[2]. Poi, nella ripresa, la sua Inter ha giocato meglio e ha anche ottenuto il pareggio. Come se fosse stata tutta una messa in scena e lo sbaglio panchina fosse stato solo un rito per esorcizzare il peso del passato in bianconero. Venticinque anni prima di passare all’acqua santa.
Pronta anche la risposta di Rino Marchesi alle domande dei giornalisti sull’episodio del Giovanni invasore: «In due saremmo stati stretti», osserva l’allenatore dei padroni di casa e, al di là della battuta, è facile intuire quanto possa pesare su di lui l’ombra di un tecnico che con i bianconeri in dieci stagioni ha vinto tutto. Un’ombra che non si allontanerà nelle due annate di permanenza a Torino del buon Rino, caratterizzate dai problemi fisici di Platini, dal pessimo esito della scommessa Ian Rush e da nessun trofeo vinto.

A testimonianza, però, che prendersi un tecnico vincente non è automatica garanzia di successo, anche per l’Inter le prime due stagioni di Trapattoni non saranno sinonimo di grandi soddisfazioni. La Milano nerazzurra dovrà attendere la terza stagione, quella 1988/89, che, però, ripagherà alla grande delle attese. Come con la Juventus 1976/77, il primo scudetto con il nuovo club arriverà al termine di una stagione da record. Uno scudetto che, però, non sarà mai bissato.

Trapattoneide – puntate precedenti:
5 settembre 1960: La sconfitta dal fondo del cappello
12 maggio 1963: Italia batte Pelé
Pippo e il Trap
La Juventus europea del Trap

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[1] Enrico Maida nella cronaca del match, a proposito dello sbaglio di panchina, parla di «lo spunto cronistico tanto desiderato». Il titolo prima citato si riferisce all’articolo di Massimo Gramellini
[2] Riccardo Ferri è accreditato di otto autoreti in Serie A. Al Comunale di Torino quel 26 ottobre 1986 segna di testa anticipando Zenga e avversario diretto