Per chi ha resistito alla banale tentazione di dedicarsi al derby d’Italia la finale della XXXI Coppa d’Africa regala un secondo tempo emozionante e un gran gol di Aboubakar che salva dai supplementari e consegna ai Leoni Indomabili del Camerun il quinto trionfo nella manifestazione. E per chi non coglie l’eccezionalità, sappiate che tre gol in una finale di Coppa d’Africa non si vedevano da 13 anni e tre erano state le reti complessive segnate nelle sei finali tra 2006 e 2015.

Libreville, 05/02/2017
EGITTO – CAMERUN 1-2
Reti: Elneny (E) 21′- Nkoulou (C) 59′- Aboubakar (C) 88′

[federico]
A cinque anni di distanza dal match che ai rigori regalò allo Zambia la prima Coppa d’Africa della sua storia, Libreville ospita nuovamente la finale della massima competizione continentale della CAF. L’Egitto di Hector Cuper si affida alla collaudata difesa che finora l’ha traghettato con buon successo -un gol preso in cinque gare-, recupera Elneny a centrocampo e, invece, è costretto dall’infortunio di Marwan Mohsen e dalla squalifica di Kharaba a cambiare qualcosa in attacco e a schierare come falso nueve il giovane Warda, 85 minuti giocati per adesso, ma un buon impatto e un rigore segnato nella semifinale. Il Camerun del belga Hugo Broos risponde con la formazione iniziale messa in campo contro il Ghana; Aboubakar parte quindi nuovamente dalla panchina, pronto a subentrare come il classico campione trentacinquenne che non regge 90′. Anche se la punta del Besiktas di anni ne ha solo 25.

Meno di due minuti di gioco e El Said, ben imbeccato da Salah, si trova davanti a Ondoa, ma il tiro è debole e il portiere dei Leoni Indomabili ha buon gioco. La sensazione è che l’Egitto sia più dinamico rispetto a quello immobile visto contro il Burkina Faso in semifinale. E in effetti al 21′ arriva il vantaggio dei faraoni al termine di un bel movimento offensivo: Warda viene a prendersi la palla sulla fascia sinistra, lasciando spazio per l’inserimento di Elneny che viene imbeccato puntualmente dal puntuale passaggio di Salah; Teikeu non ha seguito il centrocampista dell’Arsenal che ha l’intuizione di sparare una bordata tra palo e Ondoa, che sorpreso attende forse il cross. La rete si gonfia ed è 1-0.
La brutta partita di Teikeu termina per infortunio poco dopo, entra Nkoulou del Lione; la partita del Camerun stenta, invece, a cominciare e, a parte qualche tiro abbondantemente a lato e un’uscita avventurosa di EL-Hadary, non c’è nulla da segnalare fino al fischio finale del tempo. L’Egitto, da parte sua, ha rallentato dopo il vantaggio, ma sembra aver più capacità di far male degli avversari.

E invece la ripresa racconta di un’altra partita, grazie alla prevedibile scelta di Broos di mettere in campo Aboubakar per un evanescente Ndip Tambe. Ora il Camerun gioca con più peso al centro e, complice l’idea di Cuper di chiudersi per aspettare il momento giusto, anche Moukandjo e Bassogog trovano più spazio. Il pareggio arriva al minuto 65 su cross di Moukandjo e testa di Nkoulou, rimasto in attacco sugli sviluppi di un corner. È il terzo gol di un difensore sui sei realizzati finora dal Camerun.
La squadra di Broos non molla e in pochi minuti sfiora il vantaggio con Nkoulou, di nuovo pericoloso di testa, con Zoua, che dilapida con un tiro da fuori un quattro contro tre in contropiede originato da un errore di El Said, e con Moukandjo, che fa terminare in curva un cross di Bassogog. La partita sembra destinata ai supplementari quando una palla di Siani trova Aboubakar al limite dell’area, stop di petto, sombrero su Ali Gabr e tira di destro al volo prima che intervenga Hegazy. La palla tocca il terreno e El-Hadary, immobile, la può solo veder finire in rete.
C’è ancora il tempo per il Camerun di sprecare l’occasione del 3-1, dell’arbitro zambiano Sikazwe di ammonire Fai per fallo da ultimo uomo di Fai sul nuovo entrato Ramadan Sobhi e per Elneny di spedire alle stelle la punizione conseguente.

Il fischio finale sancisce la vittoria del Camerun o, forse, la sconfitta di questo Egitto che ha giocato molta parte del torneo al di sotto delle sue potenzialità. C’è chi in Spagna ha ricordato come Cuper abbia sempre perso le finali secche nella sua carriera -una Coppa del Re e una Coppa Coppe col Maiorca, due Champions col Valencia. Di certo c’è che l’esperienza e il tatticismo dell’allenatore argentino alla lunga ha pagato poco.
Da parte Camerun, invece, la grande soddisfazione di essere arrivati a vincere nonostante i tanti no incassati in fase di convocazione da giocatori impegnati in Europa. Unico problema sarà quello di capire chi a giugno andrà in Russia a rappresentare i Leoni Indomabili alla Confederations Cup.

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