Nel 2015, nel breve volgere di poche ore, un denso sabato europeo aveva visto disputarsi l’ultimo atto di FA Cup, DFB Pokal, Coppa del Re e Coppa di Francia. Quest’anno è andato in scena un bis ancor più ricco, visto che anche Coppa Italia e FA Scottish Cup si sono unite all’evento. Certo in Spagna hanno preferito programmare la finale domenica 22 maggio e non sabato 21, ma dalla federazione che ha il campionato più spezzatino di tutti c’era da aspettarselo.

Il calcio d’avvio si ha nel pomeriggio di sabato, ad Hampden Park. Di fronte i Rangers, freschi di promozione in Scottish Premiership dopo quattro anni di “inferno” e felici di aver fatto fuori il Celtic in semifinale, e l’Hibernian, che non vince la coppa da più di 110 anni e un trofeo che non sia una Coppa di Lega da più di 50. Comunque vada sarà romantico, direbbe qualcuno. Poi l’andamento del match rende il tutto addirittura indimenticabile, per i vincitori ovviamente: i biancoverdi di Edimburgo passano dopo tre minuti con un diagonale di Stokes, i Gers pareggiano a metà primo tempo con Miller e vanno in vantaggio a metà ripresa con Halliday; la prima vittoria dei nuovi Rangers sembra ormai cosa fatta, quando nuovamente Stokes, di testa su corner, all’80’ pareggia; poi al secondo minuto di recupero, su un altro calcio d’angolo, e stavolta il difensore centrale Gray a svettare per il 2-3 per gli Hibbies. Irvine Welsh sarà sicuramente contento.

Non c’è quasi tempo di archiviare l’invasione di campo degli increduli tifosi biancoverdi che bisogna spostarsi a Wembley, dove un’altra squadra, il Crystal Palace, sogna il suo primo trofeo e il colpaccio contro il Manchester United di Van Gaal, abile durante tutta la stagione a non far pesare sul campo i soldi spesi. Il Palace solo un’altra volta, nel 1990, era riuscito ad arrivare fin qui e anche quella volta aveva di fronte i red devils, che con Mark Hughes agguantarono il 3-3 nel secondo tempo supplementare e poi vinsero 1-0 il replay. Per i londinesi le cose andranno in modo simile. Senza fare moltissimo la squadra allenata da Pardew si trova in vantaggio al 79′ con Puncheon, gran diagonale per lui, ma l’azione che porta al gol è un po’ confusa. Il Manchester, che sullo 0-0 ha preso due legni, ha la forza e la fortuna di trovare subito il pareggio: Rooney porta a spasso quattro avversari e crossa, Fellaini spizza, Mata tira, il rossoblù Ward si frappone e mette fuori gioco il suo portiere. Poi, nel corso del fatidico secondo tempo supplementare, arriva il gol di Lingard che decide la finale. Lo United così riconquista la FA Cup dopo 12 anni.

Guardiola abbraccia Kimmich. Il tecnico lascia il Bayern Monaco dopo 3 Bundesliga, 2 DFB Pokal, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club

Guardiola, alla sua ultima partita sulla panchina bavarese. Per lui tre Bundesliga, due DFB Pokal, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club in tre anni

Intanto anche a Berlino, Roma e Saint-Denis sono iniziate le ostilità. E a dire il vero una serie di improvvidi zapping ci ha già fatto perdere tutti i gol di Wembley. Per rispetto verso Lorenzo Fragola che canta l’inno, per la voce suadente di Tramezzani e per la disperazione che leggiamo sul volto di Conte, decidiamo di tenere fisso su Milan-Juventus, con finestre sull’Olympiastadion che ci permettono di apprezzare un incredibile errore sotto porta di Aubameyang e la lotteria dei rigori che decide questa ennesima finale Bayern-Borussia, dopo lo 0-0 al 120′: le terribili esecuzioni di Bender e Papastathopoulos, con relative parate di Neuer, indirizzano la coppa verso Monaco; per i bavaresi segnano Vidal, Lewandowski, Müller e Douglas Costa e sbaglia solo Kimmich. Il suo penalty merita, però, la descrizione in quanto cosa più bella della serata: finta alla Lewandowski che non riesce, Bürki non abbocca e para da fermo, di ginocchio!

Così, mentre Ibrahimović e soci battono l’Olympique Marsiglia per 4-2 e ottengono il secondo domestic treble consecutivo (che noia la Francia!), a Roma il Milan di Brocchi tiene in scacco la Juventus nella speranza di acciuffare l’Europa dopo due anni di magra. La supremazia dei rossoneri non si traduce, però, quasi mai in occasioni pericolose (un tiro di Poli, una rovesciata di Bacca e poco altro) e, nonostante la lentezza nell’impostare e ripartire, è la Juventus ad andare più vicina al gol con Pogba. Poi entra Morata a cinque minuti dalla fine del secondo tempo supplementare, tocca la sua prima palla e segna. La stagione del Milan non è salva, checché ne dicano i vertici, e la sensazione è che senza un cammino così soft (Perugia, Crotone, Carpi e Alessandria) una squadra che segna così poco in finale di Coppa Italia non ci sarebbe mai arrivata.

Jordi Alba segna l'1-0

Jordi Alba segna l’1-0

Ventiquattr’ore di pausa e, per uno degli ultimi atti della stagione per le squadre di club, ecco la replica della Supercoppa Europea, che ad agosto la stagione l’aveva aperta: Barcellona-Siviglia. Rientrato l’assurdo divieto di poter mostrare al Vicente Calderon, che ospita la finale, l’Estelada, la bandiera catalana con la stella, la partita fila via sui binari della tensione, quella sportiva intendiamo. L’espulsione di Mascherano per fallo su Gameiro alla mezzora sposta gli equilibri verso il Siviglia, che con Banega coglie un palo a inizio ripresa e vede un tiro a botta sicura di Krychowiak messo in corner da Busquets. Arriva anche l’infortunio per Luis Suarez, ma il Barcellona, comandato da Pique e Iniesta, sa anche chiudersi, lasciare il possesso palla agli avversari e soffrire; poi in pieno recupero, con uno scatto di Neymar, ottiene la parità numerica. Il rosso è per Banega, che vuol dire luce spenta per gli andalusi. I blaugrana nei supplementari segnano le due reti che sanciscono la loro 28° Coppa del Re. Le reti sono di Jordi Alba e Neymar, gli assist di Messi, il primo dei quali veramente pregevole, per dirla alla Pizzul. Pregevole, alla fine, anche il computo dei cartellini: 2 rossi diretti, un rosso per doppia ammonizione e 12 ammonizioni.
L’abbuffata di coppe nazionali va così in archivio e, come lo scorso anno, rimane la sensazione che alla fine vincano sempre le favorite, Scozia stranamente esclusa.

federico