British tales. Storie di football d’Oltremanica (1857-1939). 1° puntata: Il World Championship decider

Il 13 agosto 1887 a Easter Road, nel centro di Edimburgo, gli scozzesi dell’Hibernian e gli inglesi del Preston North End si incontrano in un match che viene propagandato come Association Football Championship of the World decider.1 La prima squadra “campione del mondo” di football association, (il nome completo serve, altrimenti ci si può confondere con il football rugby) uscirà dunque da una sfida tra i vincitori della F.A. Scottish Cup del 1887 e i futuri invincibles, che però nella stagione appena conclusa sono stati eliminati in semifinale di F.A. Cup dal West Bromwich Albion.

In realtà, l’Hibernian ha perso malamente a Birmingham con l’Aston Villa, quattro mesi prima, una sfida analoga, anzi più adatta a essere elevata al rango di una finale delle finali perché la F.A. Cup del 1887 l’hanno vinta proprio i Villans. Ad ogni modo, è chiara l’idea che hanno gli organizzatori: chi è campione nel Regno Unito è campione ovunque, perché le squadre migliori provengono da Scozia e Inghilterra e, se in altre parti di mondo si gioca al football association, il merito è comunque delle navi di Sua Maestà. Quel giorno di agosto gli hibbies vincono 2-1. I loro gol sono messi a segno da James McGhee, capitano e interno d’attacco, e da James McLaren, half-back, mentre per il Preston segna John Goodall. Per l’Hibernian la gloria è, però, effimera: in cinque anni arriva il fallimento della società e la rifondazione, seppur con stesso nome.

Nel segno della Scozia anche la seconda edizione, l’unica che ha sicuramente il riconoscimento ufficiale delle due federazioni interessate. Non a caso in campo ci sono le due vincitrici della coppa nazionale. Campioni britannici diventano i giocatori del Renton, che all’Hampden Park di Glasgow travolgono 4-1 il West Bromwich Albion: lo scozzese McNee sigla in quell’occasione la prima doppietta “mondiale” della storia.

Cosa accada negli anni successivi non è facile da ricostruire. Si contano altri incontri anglo-scozzesi tra club che hanno vinto in patria la coppa o il campionato, partito nel frattempo sia in Inghilterra (1888) che in Scozia (1890). Il carattere di queste sfide è, però, poco più che amichevole.
Nel 1895 a Tynecastle gli Hearts padroni di casa sono superati 3-5 dal Sunderland in una sfida che vede stavolta in lizza le vincenti dei rispettivi titoli nazionali e che il Sunderland Echo assicura che a Edimburgo hanno pubblicizzato come  “The championship of the world. Qualche anno dopo, siamo nel settembre 1901, sono i londinesi a parlare di campionato del mondo in merito all’incontro tra Tottenham Hotspur e Heart of Midlothian. La partita finisce 0-0. Poco male, perché il 2 gennaio 1902 va in scena una sorta di retour match, gli scozzesi vincono 3-1 e si rifanno della sconfitta subita sette anni prima.
Ma, ancora una volta, l’esperienza non ha un seguito e bisognerà aspettare il 1909 perché un’altra squadra britannica, il West Auckland, reclami il titolo di campione del mondo.

Il perché questo World Championship decider non decolli è facile da intuire e un po’ sorprendente per chi è avvezzo al calcio di oggi, in cui sono le società più forti a dettare legge. A fine XIX secolo le federazioni di Scozia e Inghilterra hanno interesse a portare avanti incontri che sono a tutti gli effetti internazionali, più che ad avallare scontri tra singoli club.
Il primo match ufficiale tra una selezione scozzese e una inglese è arrivato, infatti, ben 15 anni prima della sfida tra Hibernian e Preston North End (a Glasgow il 30 novembre 1872, 0-0 per la cronaca2). Inoltre, la necessità di stabilire regole comuni, che noi oggi diremmo internazionali, ha spinto i rappresentanti delle federazioni di Scozia e Inghilterra, Galles e Irlanda (ancora unita e non repubblicana) a incontrarsi a Manchester nel dicembre del 1882 e li ha convinti a organizzare annualmente, sin dalla stagione 1883/84, il British Home Championship, fratello calcistico del contemporaneo Four Nations di rugby.
Un torneo per selezioni nazionali con una denominazione geograficamente escludente che durerà molto più a lungo di quello per club con il nome falsamente inclusivo: l’ultima edizione del British Home Championship si disputerà, infatti, nel 1984.

federico

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