Sergio Brio in una scena di Boris

Sergio Brio in una scena di Boris

Chi non ricorda con piacere Sergio Brio, lo stopper della Juventus anni ottanta che in una puntata della terza serie di Boris fa la parte del “campione” depresso alla vigilia dell’ultima occasione?
Beh Brio, ai suoi tempi, più che per le doti balistiche di palleggiatore di arance, era famoso per le rudi marcature. Non disdegnava, però, proiezioni offensive che fruttavano anche dei gol pesanti, come il gol vittoria in Roma-Juve del 1983. Sfortunatamente per lui l’unica doppietta realizzata sul campo fu vanificata da un grande botto.

Nona giornata serie A 1987/88, l’orribile Juventus di Rino Marchesi affronta al Comunale il coriaceo Cesena di Albertino Bigon. Primo tempo 0-0, le squadre rientrano negli spogliatoi e un petardo esplode vicino al tunnel stordendo il numero 5 del Cesena, Dario Sanguin, che per precauzione non viene fatto rientrare in campo. Nella ripresa l’unico numero 5 rimasto, Brio appunto, si scatena e porta la Juve sul 2-0. Rizzitelli accorcia le distanze, ma il 2-1 finale diverrà 0-2 a tavolino perché la Juve sarà ritenuta oggettivamente responsabile dell’incidente accaduto nell’intervallo.
Dario SanguinCaso strano in quell’inizio di campionato 1987/88 gli 0-2 a tavolino si sprecano. Alla terza giornata una monetina colpisce Renica mentre i giocatori si stanno recando negli spogliatoi per l’intervallo di Pisa-Napoli. Il libero del Napoli esce, il Pisa vince sul campo, ma il giudice sportivo ribalta il risultato.
In Milan-Roma, undicesima giornata, alcuni petardi scoppiano nei pressi di  Tancredi prima dell’inizio del secondo tempo. Il portiere lascia il campo, sostituito dall’esordiente Peruzzi, il Milan segna nella ripresa, ma ancora una volta è la doppietta del giudice sportivo a risultare decisiva.
Per fortuna nel girone di ritorno non ci sono più episodi del genere e il giudice sportivo resta a 6 gol, solo uno in meno del bomber Ian Rush, l’acquisto juventino dell’anno.

konrad salzburg

Konrad appena colpito

Un portiere a terra a San Siro richiama alla mente quello che accade sette anni dopo in una notte di coppa. Durante il primo tempo di Milan-Casino Salisburgo, valida per la fase a gironi della Champions 1994/95, Stroppa porta in vantaggio il Milan. Per festeggiare la curva getta oggetti in campo e una bottiglietta colpisce il portiere austriaco Otto Konrad. Il massaggiatore austriaco lascia Konrad in campo. Al quarto d’ora della ripresa, quando il Milan raddoppia con Simone, il portiere si stende, decide di non rialzarsi e si fa sostituire, ma ora la sua sembra una sceneggiata. Alla civiltà della curva milanista e alla lungimiranza di portiere e panchina austriaca, si aggiunge la saggezza dell’UEFA che omologa il risultato sul campo (3-0 per il Milan), ma penalizza di 2 punti i rossoneri! Come dire abbiamo scherzato, la partita non si è mai giocata.[1]
Il Milan passerà comunque il girone come seconda classificata, andando a vincere 1-0 contro il Casino Salisburgo in terra austriaca, e arriverà fino alla finale di Vienna. L’Austria, però, gli sarà nuovamente avversa: 1-0 per l’Ajax, gol di Kluivert a 5′ dalla fine.

Corriere dello Sport, 22/01/1990

Corriere dello Sport, 22/01/1990

Ma tra le partite anni novanta non decise sul campo, due partite della serie B meritano una menzione speciale per la tormentata genesi del risultato da omologare.
Il 24 gennaio 1990 il reggino Cascione viene ferito durante lo svolgimento di Parma-Reggina, finita poi 2-1 per i ducali. Il giudice sportivo dà lo 0-2 ai calabresi, ma la Commissione Disciplinare ripristina il risultato del campo. Controricorso alla Caf e di nuovo 0-2!

Un giovane Mirko Conte

Un giovane Mirko Conte

Il 29 agosto 1994 Venezia-Acireale termina 2-1, ma i veneti si avvalgono dell’opera di Mirko Conte, che deve ancora scontare una giornata di squalifica rimediata con l’Inter nel campionato Primavera dell’anno prima. Il ricorso dei siciliani è respinto dal giudice sportivo, ma accolto dalla Disciplinare e poi dalla Caf che omologa lo 0-2.
Storie simili, ma non identiche. Nel primo caso, infatti, l’altalena di decisioni non influisce sul campionato: i parmigiani arrivano quarti davanti ad Ancona e Reggina e ottengono lo stesso la loro prima promozione in A. Nel secondo sì: i siciliani grazie anche ai due punti ottenuti a tavolino artigliano prima lo spareggio col Pisa e poi ai rigori una storica salvezza.

federico

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[1] La vittoria nel Primo Turno di Champions valeva ancora 2 punti.
Difficile reperire materiale fotografico su Milan-Casino Salisburgo. Sul web non si trovano né immagini né video, tutto è coperto da copyright UEFA perché la Champions è bella e gli episodi disdicevoli non esistono. L’archivio storico de La Stampa ci fornisce alcune foto tra cui quella pubblicata