Stadio Meazza, terza giornata del campionato di Serie A 1991/92. Agli ordini dell’arbitro  Arcangelo Pezzella di Frattamaggiore si affrontano l’Inter, che Pellegrini ha affidato al nuovo profeta della zona Corrado Orrico, e il Verona di Fascetti. I nerazzurri si lanciano subito all’attacco e al 2′ un contrasto tra il veronese Piubelli e Bianchi è giudicato da rigore. Sul dischetto si presenta Lothar Matthäus, solito bolide, ma il portiere dei gialloblù Gregori ribatte. Poco male, perché l’infallibile Pezzella fischia un nuovo penalty prima di mandare le squadre al riposo. Stavolta è Nicola Berti a subire il fallo, Tommasi ed Ezio Rossi a commetterlo. Sul dischetto si cambia tedesco e si presenta Andreas Brehme, uno che i rigori importanti li sa segnare. Ma Attilio Gregori non ci sta e respinge in tuffo il destro del biondo campione del mondo. Il portiere pregusta l’abbraccio dei suoi, ma la palla torna verso l’area e Stefano Desideri la mette dentro di testa: 1-0.

Stefano_Desideri_Inter

Stefano Desideri

Fin qui nulla di eccezionale. Due rigori assegnati a una grande e contro una piccola, anche se in un tempo solo, sono un avvenimento non frequente, ma non certo rarissimo, Il problema è che Pezzella nella ripresa ne assegna altri due e sempre all’Inter. Ci deve essere qualcosa di insopportabile nell’area veronese o il gioco è “continuo a fischiarglieli a favore finché non ne buttano uno dentro e senza respinta”. Perché il terzo della serie, concesso per fallo di Rossi su Klinsmann, è affidato a Ciocci e finisce in curva, con buona pace di Gregori che con una finta spinge all’errore l’ex cesenate. Il quarto, invece, è realizzato, da Stefano Desideri, ma con suspence visto che la palla incoccia il palo interno prima di finire in rete.

O forse il reale obiettivo di Pezzella è sbancare il Guinness. Col quarto rigore si è intanto assicurato il record del maggior numero di rigori assegnati a una stessa squadra nel corso della partita e col quinto supererebbe anche il leggendario arbitro Zambotto e il collega Sguizzato che, rispettivamente, in un Atalanta-Livorno 4-2 del giugno 1949 e in un Inter-Atalanta 4-2 del giugno 1989 ne concessero tre ai padroni di casa e uno agli ospiti. Al minuto 88 arriva l’occasione buona: Raducioiu, che ha fatto soffrire la difesa nerazzurra per tutta la partita, è atterrato. Pezzella corre felice verso il dischetto, ma uno dei suoi guardalinee (che evidentemente non ha capito il gioco) gli segnala qualcosa e gli fa fare marcia indietro. Chissà quanto Pezzella avrà invidiato i silenziosi guardialinee dell’arbitro Aquino qualche anno dopo.

federico