Federcalcio_turcaL’esordio internazionale della Turchia risale al 26 ottobre 1923 -tre giorni prima della proclamazione della Repubblica guidata da Mustafa Kemal Atatürk-, un pareggio 2-2 a Istanbul contro la Romania. Per vederla in un campionato del mondo, però, bisogna aspettare un bel po’. Nel 1934 inizialmente la federazione si prodiga per partecipare, ma all’ultimo ritira la squadra per evitare umiliazioni -visto che aveva perso malamente le amichevoli preparatorie (5-1 contro l’Egitto e 9-1 contro l’Ungheria). Prova poi a disputare le Olimpiadi di Berlino del 1936, ma incappa subito nella Norvegia che la fa tornare in patria dopo un secco 4-0 e, date le premesse, i turchi non si presentano nemmeno alla Coppa Rimet del 1938. Ai mondiali del 1950 finalmente si qualificano grazie alla rinuncia dell’Austria -falcidiata dalla guerra e per ovvi motivi orfana del Wunderteam prebellico-, ma anche in questo caso decidono all’ultimo di non partire per il Brasile.

Arriva il 1954, e la nazionale turca si deve giocare la qualificazione per il mondiale svizzero contro la Spagna. La formula è semplice: due partite, una in Spagna e una in Turchia, chi vince prende due punti, chi pareggia uno, chi perde zero. Niente gol in trasferta, niente differenza reti, niente di niente. La prima gara si disputa a Madrid, il 6 gennaio, e i padroni di casa si impongono nettamente per 4-1. Dopo due mesi, il 14 marzo, le due squadre si affrontano di nuovo ed evidentemente giocare a Istanbul era già diventato un inferno, visto che la Turchia riesce a strappare un risicato 1-0, sufficiente però per arrivare allo spareggio in campo neutro. La “bella” si gioca a Roma il 17 marzo, e come scrive Vittorio Pozzo ne La Stampa dello stesso giorno, “non è la prima volta che due squadre nazionali straniere scelgono l’Italia, come Paese neutrale, per dirimere una questione che non hanno potuto risolvere in casa loro. Nel ’38, Svizzera e Portogallo vennero a Milano, e nel ’50 Francia e Jugoslavia scesero a Firenze, appunto per decidere a chi aspettasse il diritto di andare avanti”. L’ex c.t. azzurro sottolinea anche l’interesse dello sport italiano intorno a questa partita, poiché la Turchia è allenata da Sandro Puppo, piacentino cresciuto a Shangai, “un fior di ragazzo (…), uno dei prodotti della nidiata delle Olimpiadi del ‘36”, che dalla panchina del Rovereto si è trovato a giocarsi la qualificazione a un mondiale, dopo il quale peraltro andrà ad allenare nientemeno che il Barcellona.

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Escudero segna il definitivo 2-2, da La Stampa del 18/3/1954

La Turchia dunque non ha niente da perdere, a differenza della Spagna, che comunque vada lo spareggio, vivrà la sconfitta di Istanbul come un’onta irreparabile (qualcuno ha rievocato addirittura Lepanto). Oltretutto alla vigilia la Roja è stata “distratta” dal caso Kubala, l’asso ungherese la cui naturalizzazione spagnola ha suscitato l’ira della federazione magiara e a cui la FIFA ha vietato di giocare tramite un telegramma giunto il giorno prima della gara (ma scrive Alessandro Trisoglio nel libro “I mondiali di Jules Rimet” che  la stessa FIFA ha poi smentito di averlo spedito, la vicenda è tutt’ora un mistero… più o meno). La partita, diretta da una terna arbitrale italiana, è all’insegna di “poca tecnica e molto dramma, con frequenza di colpi di scena” e finisce in pareggio, 2-2 dopo i tempi supplementari. Non si usano ancora i rigori per risolvere questi casi, così il tutto è affidato alla sorte, o meglio alla mano del tredicenne Luigi Franco Gemma che, bendato, estrae dall’urna il bigliettino con scritto Turchia, permettendole così di disputare la Coppa Rimet. Per il post-partita ci affidiamo di nuovo a Vittorio Pozzo: “i dolori degli uni sono le gioie degli altri, in questo crudele mondo nostro. I turchi, dirigenti e giocatori, sono cosi felici del modo in cui si è concluso il loro viaggio a Roma, che hanno reso partecipe della loro gioia il ragazzino che, nell’operazione del sorteggio, ha estratto il nome del loro paese dall’urna; lo hanno colmato di gentilezze, lo hanno invitato a passare un mese a loro spese In Turchia, vogliono portarlo con loro in Svizzera nel prosieguo della competizione. II bambinello di Monte Mario si guarda attorno sperduto: non è ben convinto di essere diventato il porta fortuna od il protagonista di una vicenda calcistica riguardante gli ottomani. Pare non possa dimenticare che a Roma i bambini quando invocano aiuto perché si credono minacciati da un grave pericolo, esplodono da secoli, notoriamente, atavicamente, nello strillo: «Mamma, li turchi».

«Mamma, li turchi », però, nella fase finale in Svizzera, non lo urlerà di certo la Germania Ovest, che prima li sconfiggerà 4-1 nella partita d’esordio, per poi ritrovarseli nello spareggio per accedere ai quarti (la Turchia vincerà 7-0 contro la Corea del Sud nel secondo match) e rifilar loro addirittura un 7-2.

daniele

1954 Dünya Kupası – Franco Gemma – Türkiye & İspanya | Alkışlarla Yaşıyorum