Storia della coppa più bella: 7° puntata

Tre vittorie in FA Cup, mai più su del terzo posto in First Division/Premier League, due finali di Coppa di Lega perse. A fronte di una storia iniziata nel giugno 1895, quando il proprietario della fonderia londinese Thames Iron Works decise di fondare l’omonimo club di football che, da dopolavoro operaio, da lì a cinque anni sarebbe stato di fatto rilevato dal nascente West Ham United[1], gli hammers non hanno raccolto molto in patria. Per questo la vittoria nella Coppa delle Coppe del 1964/65 si può considerare a tutt’oggi il loro più importante successo.

Chiaramente, per partecipare a una “Cup Winners’ Cup”, ci deve essere una FA Cup vinta, la prima della loro storia, quella conquistata a Wembley il 2 maggio 1964 al termine di un combattutissimo match contro il Preston North End, allora militante in Second Division. Due volte sotto nel primo tempo, la squadra londinese ottiene su azione di corner il 2-2 con Geoff Hurst, uno che di lì a due anni diventerà molto famoso, e poi, grazie a un altro colpo di testa, questa volta di Boyce, segna il gol vittoria in pieno recupero. Otto degli undici in campo quel giorno, a partire dal capitano Bobby Moore, partiranno titolari sempre a Wembley l’anno dopo in occasione della finale di Coppa delle Coppe. Curiosamente, due di loro perderanno le medaglie ricevute in queste due circostanze: il terzino Jack Burkett se ne disfarrà volontariamente per pagare i suoi debiti; all’ala sinistra John Sissons verranno, invece rubate.

La stagione successiva il cammino in coppa inizia con una vittoria in trasferta per 0-1 a Gand ed è sempre Boyce il match winner. Poi, al ritorno, a Upton Park, arriva solo un 1-1, per di più in rimonta, che però basta a staccare il biglietto per gli ottavi. Anche nei due turni successivi, contro i cecoslovacchi dello Sparta Praga e gli svizzeri del Losanna, la qualificazione arriva con qualche sofferenza: vittoria 2-0 in casa e sconfitta 2-1 fuori con rimonta subita nel finale contro i praghesi (ricordiamo che la regola del gol in trasferta non c’era ancora), vittoria 1-2 a Losanna e rocambolesco successo 4-3 in casa al ritorno.
In semifinale l’avversaria è il Real Saragozza. Il West Ham vince 2-1 in casa e la Gazzetta scrive: «esiguo vantaggio di gioco e di risultato per la squadra inglese». Il manager Greenwood aveva chiesto un inizio arrembante e i suoi lo accontentano segnando con Dear e Byrne, su assist di Sissons, nei primi 23′. Nella ripresa Canario dimezza le distanze e rimanda il discorso qualificazione al ritorno. Il 28 aprile finisce 1-1 e quanto dice la Gazzetta basta a far capire come è andata

Andamento del risultato e della partita […] si presterebbero ad un’ampia discussione di indole tattica, dal momento che l’importante posta in palio è stata vinta dalla squadra che lungo l’arco dei 90′ di gioco ha dato l’impressione di esser stata dominata

La finale va in scena il 5 maggio a Wembley, come già anticipato. Greenwood ha avvisato i suoi che tornare a un anno di distanza nel teatro che li ha visti alzare la FA Cup non serve, se poi non si vince. Gli hammers, in fondo, lo sanno e per questo fanno una partita votata all’attacco. Di fronte hanno i tedeschi ovest del Monaco 1860, che ha eliminato in semifinale il Torino solo alla bella e che si affida al portiere jugoslavo Petar Radenković per rimanere a galla. Il primo tempo finisce a reti inviolate, poi nella ripresa si scatena Alan Sealey, uno dei tre non titolari il giorno della vittoria in FA Cup. Il suo primo gol è alla Meazza contro gli inglesi, cioè di mano in tuffo, e per questo viene annullato dall’arbitro ungherese Zsolt[2]. L’ala destra inglese si rifà con gli interessi poco dopo e realizza in due minuti la doppietta che decide il match, prima lasciando partire dalla destra un tiro che si infila sotto la traversa, poi approfittando del tocco di Peters che, sugli sviluppi di un cross da sinistra di Bobby Moore, ha messo fuori causa Radenković.

Anche per il West Ham l’anno successivo ci sarà la vana speranza di bissare il successo nella “coppa più bella”, ma in semifinale, a Upton Park, Lothar Emmerich in due minuti ribalterà il vantaggio iniziale di Peters spianando la strada alla qualificazone del suo Borussia Dortmund e alla prima coppa europea vinta da un club tedesco.

federico

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[1] West Ham e East Ham erano i due sobborghi londinesi che avrebbero dato vita nel 1965 a Newham
[2] Zseolt era salito alla ribalta della cronaca nel 1957 per non essere arrivato in tempo a Belfast causa nebbia per dirigere Irlanda del Nord-Italia/em>